.: Comitato Micaelitico :.


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Relazione tecnica sulla realizzazione della copia della statua di San Michele Arcangelo

Storia



Struttura metallica

Il modello in argilla

Nella quiete penombra. rischiarata dai potenti fari della sagrestia nella Chiesa di San Felice in Gioia Sannitica, il pomeriggio del 18 giugno 2005, ho dato inizio ai lavori di riproduzione della Statua di San Michele Arcangelo, il cui originale, per l’occasione, fu posizionato nella sagrestia della Chiesa, trasformata in studio artistico, accanto alla struttura metallica che avrebbe fatto da supporto atto a sostenere i molti chili di argilla, per la realizzazione dell’immagine del nuovo Santo.
La perfetta struttura metallica saldata su di una lastra anch’essa metallica, provvista di solide ruote, è stata realizzata con grande ingegno e maestria dai fabbri di Gioia Sannitica: Vincenzo e Tonino Caiola, i quali si sono avvalsi dei preziosi suggerimenti dati loro dal sig. Lorenzo Colambassi.

Intorno alla struttura portante, composta da tubi dello spessore di circa 3 cm., ricoperta da una miriade di fili di ferro, di vario spessore, ho creato una “maglia” adatta a sostenere l’argilla che, altrimenti, sarebbe scivolata a terra non avendo punti ai quali aggrapparsi.



Dopo oltre un anno di lavoro, le perfette ed armoniche forme plastiche della pregevole opera lignea del ‘700, sono state riprodotte e rimodellate nella molle argilla che, docile al tatto, si lasciava guidare dalla mia mano esperta.

A dire il vero, più di una volta, mi sono soffermato ad osservare attentamente le straordinarie forme plastiche della statua originale, per riuscire a comprendere come l’artista dell’epoca fosse riuscito con una straordinaria abilità esecutiva, a rendere plasticamente perfetti i tratti anatomici e somatici di suggestiva bellezza, impressi nella statua originale. Le labbra accennano un lieve sorriso mentre, con fermezza, calpesta il perfido maligno e la straordinaria leggerezza del sontuoso mantello, fitto di pieghe e svolazzi, avvolge, a spirale la figura snella del Santo che, vestito della lorica, la pesante corazza che indossavano i centurioni romani, possiede nella posa una morbida scioltezza pervasa di notevole levità ed eleganza.

Modello in argilla



Fusione in resina

La fusione in resina del modello in argilla



Finita la lavorazione plastica della copia del San Michele Arcangelo, il 22 luglio 2006, in una fresca mattinata che precedeva l’alba, caricata la pesante scultura su di un furgone, insieme al Parroco, ad alcuni componenti del Comitato: Vincenzo Antonucci, Francesco Cotugno e Angelo Massaro, in compagnia dei miei figli Antonio e Francesco, ci siamo recati presso la fonderia romana di Franco Anselmi. L’esperto fonditore, coadiuvato da maestranze specializzate, ha proceduto alla realizzazione, attraverso un complesso lavoro tecnico e alla traduzione in resina del modello in argilla.




Dopo circa un mese di lavoro, il 14 agosto 2006, siamo andati a ritirare l’opera perfettamente riuscita, realizzata in resina e, pertanto, resistente ed adatta ad
essere trasportata nelle processioni ed esposta nelle varie manifestazioni sacre.


Dipintura del modello in resina






La dipintura del modello in resina



La nuova statua in resina fu portata nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in Gioia Sannitica dove, per qualche tempo, fu portata anche la statua originale, a causa di lavori di restauro cui doveva essere sottoposta la bella chiesa di San Felice. Ed è in questa nuova sede, in una stanza trasformata per l’occasione in studio, che dall’agosto 2006 mi sono dedicato alla dipintura del modello in resina.
Dopo un accurato carteggio, per rendere totalmente lisce le forme scultoree della statua, ho steso su di essa due strati di pittura sintetica, opaca, cementante, diluita con olio di lino. Successivamente, ho ricoperto la superficie con un ulteriore strato di pittura ad olio bianca. Poi ho dipinto alcune parti decorative della statua, come frange e bordi con doratura liquida.








La sera del 29 settembre 2006, nella piazzetta “Giovanni Paolo II” antistante la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in occasione della ricorrenza della festività di San Michele Arcangelo, davanti ad una folla di gente convenuta per l’occasione, fu presentata, insieme all’ originale, la copia della statua di San Michele Arcangelo dipinta di bianco, salvo le parti che precedentemente ho descritto.

Quella serata è stata indimenticabile. Le numerose persone intervenute a quella tradizionale manifestazione restarono soddisfatte nel vedere la nuova statua di San Michele Arcangelo, il loro protettore, nell’insolita immagine totalmente bianca. Ma quella era solo una tappa verso il traguardo finale che consisteva nella dipintura, esattamente uguale alla statua originale.

Esposizione delle statue



Ultimazione statua in resina

Infatti, dopo quella manifestazione, ho iniziato l’ultima tappa del mio lavoro durato quasi due anni.
Ho dipinto gli incarnati, la corazza, il mantello e tutto quanto fa parte dell’immagine scultorea di San Michele Arcangelo, con finissimi colori ad olio cercando, quanto più possibile, di attenermi ai colori del modello originale. Anche la base della statua è stata dipinta con colori ad olio, mentre le modanature della base sono state dipinte con doratura liquida. Infine ho ricoperto la superficie della statua e la base con uno strato spray di vernice impermeabile, per conservare intatta la brillantezza dei colori da me usati.

Prof. Gianni Parisi


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