.: Comitato Micaelitico :.


Vai ai contenuti

Chi come Dio?

Storia

Disegno San Michele

Michele è uno dei tre Arcangeli della Bibbia. Oltre all’Ebraismo e al Cristianesimo, anche l’Islam ne fa oggetto di venerazione. Il nome Michele deriva dal grido di battaglia “Mi ka el”, da lui lanciato per incitare le milizie angeliche a cacciare dal cielo Lucifero e gli angeli che si erano ribellati a Dio. L’arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le schiere di Satana. Michele, dall’ebraico “Mi ka el”, dal latino “Quis ut Deus?” che vuol dire “Chi come Dio?”, è l'Arcangelo che insorge contro Satana e i suoi alleati, è il difensore degli amici di Dio, è il protettore del suo popolo. Mi ka el “Chi-come-Dio”, è domanda e risposta insieme, un interrogativo che include la risposta: “Michele è sostituto di Dio, Suo simile”.

All’origine della vita noi troviamo un angelo con la spada fiammeggiante che impedisce a chiunque l’accesso al Giardino dell’Eden, dopo la cacciata di Adamo ed Eva. La sua figura sta all’inizio della storia, e come tale, Egli rappresenta l’anello di congiunzione tra l’uomo e Dio, fra l’umano e il divino, ma sarà presente anche alla fine, nell’Apocalisse, in quanto inviato da Dio a redimere l’uomo dal peccato: “Allora avvenne una guerra nel cielo. Michele e i suoi angeli combattevano contro il dragone…”. (Ap 12, 7).

Michele lo troviamo menzionato nell’Antico Testamento, come messaggero della volontà di Dio e come primo dei prìncipi e custode del popolo di Israele, nel Nuovo testamento come Arcangelo che conduce gli Angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il demonio, e lo sconfigge.
Con il tempo, la sua figura ha acquistato la simbologia della Luce che sconfigge il Buio, del Bene che abbatte il Male, della Vita che supera e vince la Morte.
La venerazione all'Arcangelo, invero, ha antiche origini risalenti ai primi anni del cristianesimo in cui la letteratura apocrifa ebraica aveva giocato un ruolo sicuramente molto importante. Una leggenda narra di un'apparizione di San Michele sul Monte Gargano in Puglia in cui si manifestò ad alcune persone che vagavano in cerca di un toro che si era allontanato dalla mandria e l’Arcangelo espresse loro il desiderio che quel luogo fosse a lui consacrato: questo avvenimento veniva celebrato l’8 maggio dal
calendario romano insieme alla festa dell'apparizione. Una festa probabilmente più antica, del v secolo circa, sembra essere quella celebrata il 29 settembre con la dedicazione della basilica di San Michele lungo la via Salaria, a circa dieci chilometri da Roma. Questo evento è stato commemorato fin dal VI secolo anche se alcune volte esso è stato confuso con la dedicazione del santuario di San Michele del Gargano.
San Michele Arcangelo è invocato a protezione non soltanto dei singoli fedeli, ma di tutta la Chiesa, contro i nemici terreni e infernali. Il suo nome “Chi come Dio?”, è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. Michele infatti è “l’Arcangelo guerriero”, l’avversario di Satana, in lotta contro il quale è rappresentato dagli artisti e descritto dalla Scrittura, soprattutto nel libro dell'Apocalisse.


dott.ssa Simona Ferrucci


Torna ai contenuti | Torna al menu